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CAMILLA AMENDOLEA SI RACCONTA.


"Non importa che sia facile, basta ne valga la pena". Da qui iniziano le parole di Camilla Amendolea, classe 1984, pivot della Gea Grosseto.... squadra neopromossa - per la prima volta nel femminile - in serie B. E sono parole che rispecchiano già tutta la grandezza di questa campionessa. "Vengo da una famiglia di cestisti, partendo da mia nonna (giocatrice nazionale) e da mio nonno (serie B nel Cama), passando per mio padre (in B pure lui) e mio cugino in A, e coltivo da sempre la passione per il basket. Avevo 8 anni quando mia nonna mi accompagnava ad allenarmi con i maschi nel famoso palazzetto di via Cecconi, luogo sacro e sede della Pallacanestro Livorno: non ero entusiasta ma - tutto sommato - mi divertivo. All'epoca non potevo ancora capire quanto questo sport mi sarebbe entrato nel sangue". Che cosa rappresenta la palla a spicchi per Camilla? "Sudore, concentrazione, visione di gioco e presenza (ogni momento durante l'azione è unico), passione, regole, spirito di squadra, trasferte, non conoscere il sapore di una pizza ad un orario decente il sabato sera.... ma non lo cambierei con nesdun altro sport al mondo. Ti scorre dentro, non conosce sesso o distinzione, in campo siamo tutte avversarie ma al suono della sirena una famiglia. Sul parquet si creano rapporti che non puoi spiegare, ma vanno avanti per la vita". Una carriera, la sua, che parla da sola: "Ho militato nelle giovanili della mia città fino ad essere arrivata - nel 2000 - ad essere eletta miglior giocatrice d'Italia durante un torneo nazionale, il cui premio - oltre al riconoscimento di tale merito - era giocare al Palamalaguti contro il loro quintetto. In quegli anni il mitico Pozz, che aveva giocato anche a Livorno, era nel roster.... ricordo ancora quando il palazzetto fece standing ovation al mio ingresso: un'emozione che non potrei mai dimenticare. In quegli anni vinsi anche il Trofeo delle Regioni a Capo d'Orlando, battendo in finale la favorita Lombardia con una prestazione da 22 punti. Successivamente mi chiamò il Cus Parma per allenarmi con loro ma, il primo di una serie di interventi ad una gamba con conseguente trombo, mi obbligò a fermarmi abbandonando così l'idea di un possibile rientro. Sono stata "ferma" per quasi 10 anni nei quali sono nati i miei figli, Cristiano e Matilde, ed ho iniziato a collaborare con il Coni nel progetto scolastico "giocasport" finchè il richiamo della pallacanestro si è fatto sempre più forte, fino a che non ho ripreso coraggio e nel 2013 sono rientrata al Jolly Acli in serie B (neopromossa in A2) per 2 anni per poi tornare alle origini alla Pielle Rosa, dove allenava Furio Betti, a cui devo molto sia come persona che come allenatore. Con lui ho disputato il campionato appena terminato, con una media di 20 punti a partita, riuscendo così ad essere il titolo di marcatrice più forte in Toscana nella categoria". Doti tecniche ed umane non mancano a questa cestista: "Peculiarità che mi contraddistingue, oltre al mio metro e ottantasette, è sicuramente un fair play molto spiccato.... nonostante sia massacrata da falli più o meno intenzionali perchè ripeto, sul campo siamo avversarie ma mai nemiche. Siamo tutte uguali, tutte unite dalla medesima passione e dobbiamo rispettarci, soprattutto perchè è questo lo spirito del basket. Questo è uno dei miei messaggi che vorrei trasmettere alle nuove leve: la correttezza, il sapersi complimentare - se è il caso - con l'avversaria; essere umili, impegnarsi e non perdere di vista l'obiettivo che non è solo vincere ma divertirsi insieme e avere la consapevolezza di aver dato sempre il nostro meglio. Sul campo non sono solo Amendolea, il numero 10, ma semplicemente Camilla: una persona che ha creduto in se stessa e nel suo obiettivo quando tutto sembrava avverso". In conclusione: "Quest'anno gioco a Grosseto, società che crede molto nel valore e nel talento della sottoscritta. È una società giovane che fa della passione per il basket di David Furi, passione (senza omettere gli allenamenti) che in sede di play-off ha battuto la qui medesima per poi farla sua. Sono orgogliosa ed entusiasta di abbracciare il progetto Gea". Davvero un esempio da seguire Camilla Amendolea, un punto di riferimento a tutto tondo. Enrico Ferranti.. -

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