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ELISABETTA SCARDINO SI RACCONTA.


"Il basket - per me - rappresenta sicuramente una fonte di svago, ma fondamentalmente mi ha trasmesso principi e valori (come il rispetto per gli altri ed il lavoro di squadra) aiutandomi a crescere sia a livello morale che educativo". Elisabetta Scardino, classe 1997, squadra di appartenenza: Asd San Matteo. Una passione per la palla a spicchi - la sua - nata all'età di 7 anni: "Inizialmente mi sono approcciata ad altri sport", incalza la play-guardia, "piscina, atletica, danza fino a quando ho provato il basket ed ho capito che sarebbe stato il mio unico sport e amore. I miei cugini più grandi lo praticavano da anni ed io seguivo tutte le loro partite; a questo è coinciso che mio zio era il Presidente di una società conosciuta come "Amatori Basket Messina" e da lì ho deciso di buttarmi e provare a giocare anch'io. Sono passati 15 anni dal primo canestro: ho iniziato il mio percorso cestistico giocando nei vari campionati maschili, fino a quando a 12 anni mi sono inserita in una squadra femminile che è quella alla quale appartengo attualmente". Chiacchierando con Elisabetta Scardino si scorge, fin da subito, tutta la sua grandezza.... sia sul parquet che nella vita di tutti i giorni: "Personalmente ho capito che non bisogna mai accontentarsi o credere di non essere capaci, ma piuttosto l'unico obiettivo deve essere quello di superare i propri limiti e le aspettative senza pensarsi mai sconfitti. Le emozioni che provo mentre gioco sono fra le più disparate: si passa facilmente dall'ansia e tensione prima di una partita che scompare quando entro in campo per far spazio ad una carica che non conosce ostacoli e si traduce inevitabilmente o ad un senso di infinita soddisfazione e gioia se ne usciamo vincitori o, viceversa, ad un senso di rabbia e sconforto se vinti. Devo ammettere che, indipendentemente dall'esito della partita, l'emozione che mi fa provare questo sport non ha eguali". Cestista, dunque, di indubbio spessore: "Mi ritengo una giocatrice dalle mille sfaccettature; tra i pregi posso affermare di essere molto determinata, costante e altruista. Mi piace impostare il gioco, fare in modo che le mie compagne si trovino nelle giuste condizioni per poter mettere a segno un buon tiro e mi reputo abbastanza collaborativa in difesa. Di contro, a volte, perdo il filo e questo mi porta a commettere errori: divento impulsiva e in alcuni momenti ho bisogno di essere spronata per rendere al meglio". Non solo pallacanestro però: "Non è la mia unica passione. Sono infatti laureata in scienze della formazione ed educazione, per questo motivo lo sport non è la mia ambizione più grande. Nonostante ciò mi impegno per poter trasmettere il mio amore per il basket a più gente possibile, dunque ho unito le due cose allenando i più piccoli a minibasket". Enrico Ferranti. Foto realizzata da Vincenzo Nicita.

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