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MARGHERITA GIUBILEI SI RACCONTA.


"La pallacanestro rappresenta tutta la mia vita. Sono letteralmente cresciuta sul parquet, "guardando" le partite sin da quando ero ancora nel pancione di mia mamma. Questo sport mi ha trasmesso emozioni e valori che mi hanno formato come persona e per questo non finirò mai di ringraziarlo. Il basket mi ha reso una persona forte e altamente competitiva; devo anche a questa realtà tutti i risultati che ho raggiunto nella mia vita". Margherita Giubilei e la palla a spicchi: un rapporto davvero molto speciale. "Sono un'ala grande ma spesso ho giocato anche da pivot", le sue parole, "sono nata l'8 agosto del 1994. La mia passione è nata sin da quando ero bambina: mi divertivo a sfogliare le foto e gli articoli di giornali di mia madre che è stata una giocatrice di basket professionista". Una carriera cestistica - la sua - molto prestigiosa: "Ho iniziato a giocare all'età di 7 anni e da lì non sono più riuscita a smettere, anche se purtroppo all'inizio - essendo l'unica femminuccia - non è stato facile. Qualche anno dopo si sono unite anche altre bambine e a Cesena abbiamo creato una bellissima squadra. Quando ho iniziato le scuole superiori sono stata chiamata dal Basket Cervia con cui ho trascorso 5 anni incredibili anni in serie A2. In ogni stagione ci siamo guadagnate l'accesso ad interzone e finali nazionali, vincendo uno scudetto U19 e per 2 volte siamo state vicecampionesse italiane. Non mi dimenticherò mai quegli anni che mi hanno segnato non solo dal punto di vista sportivo, ma anche personale.... ho conosciuto persone bellissime e collezionato ricordi che porterò con me per il resto della mia vita. Dopo Cervia ho giocato per 3 anni a Bologna tra il Basket Progresso Matteiplast, BSL San Lazzaro e Libertas Bologna". Successivamente un'esperienza molto significativa: "Ho avuto l'opportunità di ricevere una borsa di studio presso un College americano per giocare nel campionato NCAA. È stato un sogno essere eletta capitano della mia squadra e disputare partite sui parquet di città come New York e Philadelphia. Ammiravo tantissimo il sistema scolastico e sportivo americano e poter coltivare la mia passione per il basket in quell'ambiente è stato incredibile". "Dopo la laurea al College", prosegue Margherita Giubilei, "sono tornata in Italia dove ho avuto l'onore di militare nella squadra di Cesena, mia città natale, in serie B. È stato davvero emozionante, dopo tanti anni fuori casa, poter tornare sul parquet di casa davanti alle persone a me più care. Quest'anno, per il primo anno, non sto facendo la preparazione avendo tanti impegni lavorativi e scolastici in ballo. Sto attendendo il momento migliore per poter tornare in campo". Cestista e ragazza di notevole maturità, Margherita: "Mi reputo una buona compagna di squadra e preferisco sempre il bene della mia squadra rispetto al mio. Amo divertirmi e scherzare in ogni occasione, che sia in spogliatoio o in pullman per andare in trasferta; quando però è il momento di fare le cose sul serio mi faccio sempre trovare pronta al 100%. Mi piace incitare le mie compagne in modo positivo e costruttivo..... non sopporto le mancanze di rispetto o le critiche. Lo sport deve essere - prima di tutto - un ambiente formativo, dove dovrebbe essere bandita ogni forma di negatività. Sono una persona molto competitiva ed emotiva, quindi come difetto direi che a volte le mie emozioni prendono il sopravvento". I progetti non mancano: "In futuro mi piacerebbe continuare a giocare. Al momento mi sto focalizzando sul mio percorso di studi per diventare Avvocato negli Stati Uniti. Se la mia carriera non mi permetterà di restare sul parquet come giocatrice, sicuramente farò in modo che il basket e lo sport restino sempre parte integrante della mia vita, magari coinvolgendolo nel mio ambito lavorativo". La conclusione è degna di tutta la sua grandezza: "Il mio motto è WHO DARES, WINS", incalza Margherita Giubilei, "in italiano CHI OSA VINCE. Mi piace sfidare l'impossibile. Mi piace pensare di poter vincere anche le sfide e le partite più impossibili, in cui nessuno crede. Sono un'eterna sognatrice e anche quando cado tante volte, non smetto mai di credere che alla fine mi rialzerò..... ed infatti alla fine mi rialzo sempre. Così nel basket! Vorrei ricordare un episodio della stagione appena trascorsa a Cesena: la nostra squadra stava attraversando un momento difficile e aveva perso da poco tante giocatrici importanti: nonostante ciò - con tanta, tantissima forza di volontà e spirito - siamo riuscite a sconfiggere la temutissima ed imbattuta prima della classe. Il mio motto rappresenta esattamente tutto ciò: abbiamo osato e alla fine abbiamo vinto. In quella circostanza, così come in tante altre che ricordo nella mia carriera cestistica". Enrico Ferranti.

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