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SARAH CROVATO SI RACCONTA A BASKET ROSA.


"Il basket - per me - è in primis divertimento, poi è una valvola di sfogo: se non avessi la palla a spicchi nella mia vita penso sarei molto più nervosa. La pallacanestro è casa, è famiglia, è il porto sicuro dove mi rifugio sempre, è la mia certezza. Questo sport è educazione ed insegnamento: grazie ad esso ho imparato tanto, sono cresciuta e maturata". Inizia così a parlarci di lei Sarah Crovato, classe 1999, guardia/ala del Sistema Rosa Pordenone. "Questa passione", prosegue la cestista, "è nata in prima elementare quando 2 miei compagni di classe mi hanno invitata ad un allenamento di minibasket della società del paese. Oltre a questo.... mia mamma, mio zio e mia zia giocavano a basket da giovani, poi mia zia ha iniziato ad allenare il minibasket; quindi diciamo che la pallacanestro è un po' di famiglia". Una carriera, quella di Sarah, già prestigiosa: "Ho iniziato - insieme ai maschi - con il Basket Club Porcia, poi mi sono spostata al Sistema Rosa Pordenone dove milito ancora. Grazie a questa società ho ricevuto tante soddisfazioni come la partecipazione al Trofeo delle Regioni sia con le ragazze di un anno più grandi di me, sia con le ragazze della mia età dove ho vinto l'MVP della squadra a fine Trofeo; inoltre ho partecipato a vari raduni e tornei con la Nazionale. A settembre 2016 sono andata a vivere a Mestre per giocare con la Reyer Venezia e in quella stagione abbiamo vinto lo scudetto italiano. Durante questi anni ho sempre giocato sia con la prima squadra di Pordenone (dalla B alla serie A3 poi diventata A2), che con le giovanili. Il 5 marzo 2018, durante uno spareggio valido per andare all'interzona, in un cambio di direzione mi sono rotta il crociato: dopo l'intervento sono stata fuori 6 mesi per poi tornare a giocare a fine ottobre. Ora, per motivi di studio e personali, gioco con la serie C a Pordenone". "Il basket è un mix di emozioni", prosegue Sarah Crovato, "gioia e felicità quando vinci e ottieni soddisfazioni ma anche rabbia e tristezza quando perdi o non te ne va bene una. Ma penso che si possa riassumere tutto con una parola: AMORE". Entrando più nel dettaglio di lei: "In campo, forse, mi innervosisco facilmente quando le cose non vanno e non riesco a dare il giusto contributo che vorrei alla squadra. Però - nonostante tutto - penso di dare la carica giusta alle mie compagne per non mollare mai. Penso di essere una grande rompiscatole quando mi ci metto ma, allo stesso tempo, sono anche molto tranquilla.... facendo il massimo nel miglior modo possibile e pensando al bene della squadra". Al di fuori del parquet: "Sono una ragazza molto semplice a cui piace uscire con gli amici. Adoro aiutare le persone, proprio per questo studio Infermieristica.... anche se il mio sogno è di lavorare con i disabili. Faccio già parte di un'associazione di ragazzi con disabilità e faccio parte della squadra di baskin. Stare a contatto con loro mi rende felice e mi fa stare bene. Oltre a questo, alleno anche i bambini di 5/6 anni e di 9/10 anni". Non mancano i progetti futuri: "Come detto prima, spero di trovare un lavoro stando a stretto contatto con i diversamente abili. Inoltre, vorrei giocare ancora per tanti anni e rimanere sempre nella realtà di questo meraviglioso sport". La conclusione è davvero molto significativa e rispecchia tutta la grandezza di questa ragazza: "Vivo sempre con il sorriso, ricavando sempre il positivo da tutte le cose che faccio". Enrico Ferranti. PH: Ubixsport.

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