BasketRosa© 2023 Contact Us

Lucca sul tetto d'Italia: i racconti di Monique Ngo Ndjock, Arianna Landi e Mario Casini

May 14, 2017

Precisamente una settimana fa, il Pala Tagliate di Lucca esplodeva in un urlo collettivo di gioia per la conquista del primo, storico Tricolore della Gesam Gas&Luce. Sono passati sette giorni, ma l’entusiasmo e il brio dovuti alla vittoria dello Scudetto, non accennano ad affievolirsi. Quindi, noi di Basket Rosa, abbiamo voluto sentire le sensazioni di alcuni protagonisti di questa impresa.

 

La veterana Sono state tante le emozioni provate da Monique Ngo Ndjock nel corso della stagione trionfale: “Le sensazioni sono molte, quello che provo è una gioia immensa nel cuore. E’ stata una bellissima, e fantastica stagione. I momenti li ho sempre vissuti in modo positivo e ottimista, perché tutte noi e lo staff abbiamo sempre creduto in quello che facevamo sia durante gli allenamenti che nelle partite”.  Dalla sconfitta in Coppa Italia, la numero 22 delle toscane ha capito che questo sarebbe stato l’anno del trionfo: “Il momento giusto è stato quando abbiamo perso la finale della Coppa Italia, ma ho sempre pensato che questo era l’anno buono, ovviamente sapevo che non sarebbe stato facile”. Dopo anni di ‘inseguimenti’, finalmente le strade di Monique e della Gesam si sono incrociate: “Fino ad ora ho giocato in due piazze calde della pallacanestro femminile, Ragusa e Lucca. Lo scorso anno speravo di ottenere lo stesso risultato a Ragusa, quando arrivò la conquista del primo trofeo storico, ovvero la Coppa Italia. La cosa che mi ha spinto a venire a Lucca è stata la voglia di rimettermi di nuovo in gioco, la piazza la società che mi seguiva già da anni”. L’ala lucchese non tiene nascosta per sé il brivido che ha provato durante gara 4, quando al Pala Tagliate c’era una vera e propria bolgia: “I festeggiamenti con i tifosi sono tutt’ora molto calorosi, come a fine gara 4. Un palazzetto pieno, vivo e che rispondeva ad ogni nostra azione, avevo dei brividi ogni volta che i tifosi rispondevano ad ogni mio incitamento, è una sensazione fantastica”. I tifosi, il sesto uomo in campo: “Con loro abbiamo tutte un buon rapporto sia in campo che fuori. Ci incoraggiavano sempre, anche dopo una sconfitta”. Ora come ora, la veterana della Gesam vuole solo godersi questo momento magico: “Per il momento non voglio pensare al futuro, ma solo a festeggiare”.

 

La promessa Il primo Scudetto non si scorda mai, vero Arianna? Non resta più nella pelle, Arianna Landi, che a soli 21 anni e qualche giorno può già vantare un campionato italiano senior nel suo palmares personale: “È un effetto unico, quasi indescrivibile, una felicità immensa. Ancora a parlarne mi viene la pelle d'oca. Non ci credo ancora di essere campionessa d'Italia a soli ventuno anni”. Una stagione da incorniciare: “Un'annata stratosferica – continua la guardia bolognese - che giorno dopo giorno si è radicata, grazie ad un grande staff tecnico, che è riuscito a coinvolgere tutto il gruppo, diventando unite sul campo e fuori”. Dalle cadute, è arrivata la carica giusta per gli affondi decisivi: “La sconfitta di Venezia in campionato e poche settimane dopo la delusione di aver perso la coppa Italia contro Schio ci ha ulteriormente caricate e ci ha reso ancora più consapevoli che quest'anno sarebbe stato il nostro anno. Grazie anche alla certezza che quotidianamente coach Diamanti ci trasmetteva”. Gli ultimi 40’ della stagione, Arianna li ha vissuti al settimo cielo: “Ogni secondo che passava noi dalla panchina diventavamo le prime ultras di tutto il palazzetto stracolmo. Sembravamo al lunapark, continuavamo ad alzarci e ad esultare ad ogni canestro fatto e ad ogni palla recuperata. Al suono della sirena in lacrime il mio primo abbraccio è stato per Maria Miccoli, la compagna di tutto. Poi insieme come due bambine abbiamo travolto con tutto lo staff le nostre compagne in campo”.

 

Il tifoso Dal parquet agli spalti. Questo il racconto di Mario Casini, storico supporter della squadra toscana: “Molti sin dall'inizio del campionato ci credevano, altri sapevano che la squadra aveva maggiori possibilità dello scorso anno ma avevamo l'incognita della resistenza a troppe partite ravvicinate. Sono dell'idea che la partita chiave sia stata la vittoria in gara 1 a Schio anche se ci ha consegnato lo scudetto la magia di Harmon e Wojta per il supplementare di gara3 a Lucca. Quel supplementare e la quarta partita sono un tutt'uno perché la reazione di Schio è stata poca e comunque insufficiente sia nel supplementare che,poi,nell'ultima partita. Chiaramente la gioia e l'entusiasmo sono alle stelle non solo per le magnifiche ragazze, Diamanti, il vice Piazza, Lidia Gorlin e i dirigenti tutti ,ma anche da parte della maggior parte dei cittadini anche perché Le Mura è, per ora,l 'unica società cittadina a conquistare uno scudetto e ,per restare al basket, è assieme alla Mens Sana, l'unica toscana che si fregia del titolo di Campione d'Italia”.

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Post in evidenza

A1 e A2, ecco l'agenda degli impegni precampionato

August 27, 2019

1/1
Please reload

Post recenti