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A tu per tu con Camilla Giosuè

June 14, 2017

"Mi ritengo una buona tiratrice e una compagna di squadra altruista, preferisco fare un passaggio in più per far prendere un tiro migliore ad una mia compagna. Un mio difetto? La difesa sulla palla, ma ci sto lavorando tanto". A raccontarci di lei è Camilla Giosuè, classe 1996. "Fuori dal campo sono una ragazza normalissima", prosegue, "studio e spero di entrare nella facoltà di Fisioterapia. Mi dicono tutti che sono molto socievole ed espansiva.. sarei in grado di parlare anche con un muro! Sono molto disponibile, sia in campo che fuori. Alla fine penso che la giocatrice sia il riflesso della persona". Un percorso cestistico - quello di Camilla - davvero molto interessante: "Ho iniziato a giocare all'età di 5 anni presso la società sportiva del mio paese. Ho giocato insieme ai maschi fino all'età di 11 anni e, nella stagione successiva, mi sono trasferita presso la società femminile Basket Team Crema, dove ho svolto tutte le giovanili fino all'under 19. Con questa squadra ho fatto 3 finali regionali di cui 2 vinte con conseguente premio come migliore giocatrice; durante questo periodo ho svolto diverse selezioni per il trofeo delle regioni con la Lombardia. A 17 anni sono stata aggregata alla prima squadra di Crema che disputava il campionato di serie A2 sotto la guida di Luca Visconti: qui ho veramente capito quanto fosse stupendo questo sport e quanto intensamente bisogna lavorare per raggiungere gli obiettivi. A 19 anni ho iniziato una nuova avventura presso la società di Usmate, sotto la guida di coach Mannis: sono stati 2 anni ricchi di soddisfazioni e di crescita personale. Siamo arrivati a giocarci la semifinale per la promozione in A2, ma purtroppo abbiamo dovuto arrenderci. In questi 2 anni ho modificato molto il mio ruolo in campo: sono arrivata giocando guardia, ma sono cresciuta molto anche nel ruolo di playmaker". I progetti futuri non mancano per Camilla: "Vorrei poter trovare una squadra di serie A2 perchè ho tanta voglia di fare il salto di categoria, di mettermi in gioco e dimostrare che - lavorando tanto in palestra - si possono raggiungere grandi obiettivi. Poi, al di fuori del basket, mi piacerebbe laurearmi in Fisioterapia ed aprire un mio studio. Mi ispiro molto ad una frase di Kobe Bryant: "Credi in te stesso, nessuno lo farà per te". Diciamo che è il punto da cui partire. Costruire la propria identità e crederci, sicuramente porterà gli altri a darti fiducia". e.f. 

 

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