VelcoFin vs Pordenone, parla coach Chimenti: “Partita da affrontare con estrema...

September 29, 2017

insicurezza”Quaranta giorni o quasi, uno più o uno meno fa poca differenza. Sono quelli trascorsi dal raduno di fine Agosto alla vigilia dell'esordio in campionato, quelli scivolati via tra sedute di preparazione atletica e lavoro con la palla: sono le ore, i minuti, gli attimi spesi da coach Jonata Chimenti per valutare, assemblare, unire una VelcoFin rinnovata per la gran parte dell'organico e, oggi, pronta a gettarsi senza timore nell'agone di un'A2 che al Girone Nord riconosce caratteri di difficoltà e competitività nettamente superiori all'altra parte geografica. Sei settimane durante le quali Vicenza ha acquisito i rudimenti di un linguaggio tecnico e di un'organizzazione tattica comuni che, forzatamente, richiederanno altro tempo per essere completamente assimilati. E, allora, per illustrare la strada sin qui percorsa dalle biancorosse, valutare la squadra in ottica campionato e analizzare anche la prima avversaria in arrivo al palasport cittadino, nulla di meglio che dar spazio al Chimenti pensiero.“Il bilancio del primo periodo di lavoro - attacca il coach di Sansepolcro - è indubbiamente positivo, anche perché siamo stati costretti ad affrontare un inizio difficile, complice la necessità di recuperare vecchi e recenti infortuni. Poi piano piano la situazione è migliorata e i progressi si sono visti durante le partite e i tornei disputati nel precampionato. Che Vicenza mi aspetto da qui in avanti? Proprio la squadra vista nell'ultima partita con Empoli, una VelcoFin pronta ad aggredire la palla e che cerca di giocare assieme sui due lati del campo, ovvero tanto in attacco quanto in difesa. E' stato un piacere allenare queste giocatrici quasi ogni giorno per un mese e mezzo: e vederle giocare, seppur ogni tanto, certamente dà soddisfazione”. Possibilità, quella di vedere il suo team in campo, che certo non mancherà al nocchiero toscano, subito alle prese con un'avversaria, il Sistema Rosa, di difficile lettura, alla luce delle - poche - notizie certe e dei - tanti - interrogativi che l'accompagnano.“Come ho detto alle ragazze, questa, come tante altre partite, è un vero e proprio scontro, una sfida importante in chiave salvezza. Pordenone è un'avversaria che, come noi, ha nelle sue fila giovani di interesse nazionale, credo sia una partita da affrontare con estrema insicurezza, dato che poco sappiamo della formazione che le ospiti presenteranno qui a Vicenza: e questo ci deve spingere a prestare massima attenzione e a proporre in campo quanto provato durato la settimana. Se lo facciamo, come accaduto con Empoli e Campobasso, possiamo dire la nostra”. Dal confronto con la squadra emanazione di Venezia, a focalizzare la collocazione delle beriche nel girone settentrionale della categoria, il passo è breve. E, in risposta ai tanti pareri espressi dagli addetti ai lavori, Chimenti non esita a rilanciare le quotazioni di casa.“Effettivamente non ci collocano tra le eventuali protagoniste - spiega il coach - e, forse, siamo davvero una mina vagante, come mi è capitato di leggere. In ogni caso siamo una... mina che ha delle certezze, ed è per questo che mi aspetto di chiudere la stagione con una piazzamento medio-alto”.Sicurezze, appunto: facile capire come una di queste risponda al nome di Melisa Brcaninovic, diciottenne ala piccola bosniaca, con passaporto tedesco, approdata nella città del Palladio grazie alla collaborazione con Schio e dopo le grandi qualità balistiche evidenziate nell'Europeo U20 dello scorso Luglio. “Non esito a dire che Melisa è l'acquisto, con la A maiuscola, dell'estate per quanto riguarda il panorama straniere dell'A2: molti l'hanno conosciuta grazie a noi, ma chi già la seguiva negli anni precedenti sapeva che, nei club dove l'hanno chiamata, ha sempre fatto bene, distinguendosi in fase realizzativa. Ora deve acquistare anche la dimensione della squadra, quindi aggiungere l'aspetto difensivo a quello offensivo: questo le servirà per migliorare, anche e soprattutto per il suo futuro in chiave europea. Lei ci aiuta e, per quanto mi è possibile vedere, si è ben integrata nel tessuto della squadra: non ha necessariamente bisogno di avere sempre la palla tra le mani, senza dubbio deve giocare, ma può anche far giocare le compagne”.Ufficio Stampa VelcoFin Vicenza 

 

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