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Le parole di Giuliana Di Stazio, lungo di Elite ed esperta soprattutto di playoff in vista del quarto di finale

February 23, 2018

Giuliana Di Stazio, pivot di Elite, ha risposto ad alcune domande in vista del prossimo quarto di finale.
I playoff sono un’altra storia rispetto alla regular season, cosa c’è di diverso anche in merito all’approccio alla gara?
Credo che la differenza sostanziale sia la consapevolezza, di chi siamo noi in primis e di chi sia l’avversario. Arrivare a giocarsi i play off è già una conquista e a questo punto del campionato la squadra ha acquisito la quasi totale consapevolezza delle proprie potenzialità, nel bene e nel male. Ad oggi siamo coscienti del fatto che nonostante alcune difficoltà incontrate, il primo grande obiettivo è stato raggiunto e nel nostro caso arrivare ai play off come prima squadra del girone, inutile nasconderlo, ci riempie di soddisfazione. Ora è fondamentale che questa consapevolezza venga metabolizzata al meglio, altrimenti si corre il rischio di “rialzare le gambe”, forti dei risultai raggiunti finora. So che noi non lo faremo, so che continueremo a tenere le gambe piegate per difendere quei risultati, senza cadere nella tentazione di sottovalutare l’avversario. Anche se la classifica parla chiaro sappiamo che la magia di questo sport sta nella sua imprevedibilità, ci troveremo ad affrontare una squadra giovane e molto fisica, composta da ragazze talentuose e determinate. Starà a noi studiarle in palestra nel corso degli allenamenti, sulla base di ciò che abbiamo visto nel corso del campionato ma anche in corso d’opera grazie alla formula “al meglio delle 3”.
Qual è il tuo parere sulla resa della squadra finora e anche del tuo personale?
Il percorso della squadra è positivo. In fin dei conti siamo un gruppo costituitosi di fatto lo scorso settembre, abbiamo dovuto imparare a capirci e per una squadra non più giovanissima come la nostra può essere rischioso e complicato. La maggior parte di noi vanta esperienza e certezze, non è facile metterle a disposizione del gruppo ma paga sempre. Noi ci siamo riuscite e credo che questa sia stata una delle nostre carte vincenti: grinta, esperienza e talento individuali messi a completa disposizione del gruppo ci hanno spesso permesso di portare a casa partita che inizialmente non si erano messe dal verso giusto. Poi sono arrivati la Coppa Lazio e il primo posto in classifica quindi non posso che essere contenta di quanto guadagnato finora. Non dobbiamo accontentarci, tutto è migliorabile, a partire dall’atteggiamento, la concentrazione, l’approccio alla gara e all’allenamento. Per quanto riguarda la mia stagione devo dire che solitamente sono molto critica nei miei confronti. Ci sono state partite particolarmente positive ed altre storte ma so di essere il tipo di giocatrice che riversa tutte le sue energie nella difesa e nel far girare al meglio la palla, anche nella serata più nera quando non ti entra neanche un canestro. E questo è ciò che mi consente di fare un bilancio positivo sul mio rendimento in stagione, ma io per prima non mi accontenterò e cercherò di migliorarmi giorno per giorno.
Cosa vuoi suggerire alla tua squadra per affrontare al meglio i playoff?

I play off sono uno stato mentale. Già quando esci di casa la mattina per andare al lavoro sai che per te e per la squadra questo non è un momento qualunque. C’è l’adrenalina di chi sa di aver accorciato di qualche centimetro la distanza tra sé e il traguardo finale, di chi sa che non può più concedersi errori. E’ un momento speciale in tutto per tutto e prima di dare suggerimenti vorrei augurare alle “piccoline” della nostra squadra di viverlo al meglio, consapevoli sia dell’importanza e del privilegio ma soprattutto del loro fondamentale contributo all’interno del gruppo. Sono sempre presenti agli allenamenti, non si risparmiano mai e ci consento di allenarci al meglio e mi sento di suggerire loro di non accontentarsi mai, di continuare a lavorare duramente per cercare di guadagnare ogni partita qualche minuto in più. Niente di troppo diverso da quanto mi sento di suggerire a tutte le altre, dalle meno esperte a quelle che di playoff ne hanno vissuti un bel po’, me compresa. Lavorare e non risparmiarsi mai, stringendo i denti di fronte a qualche acciacco fisico. Il risultato finale dei 40 minuti passa solo attraverso l’atteggiamento positivo, l’intensità e la concentrazione che si hanno durante gli allenamenti e sono certa che saremo tutti disposti a dare il massimo, dalla società passando per i dirigenti, lo staff ed infine le giocatrici. Io personalmente parto da un vantaggio: sono all’ennesimo play off giocato con le mie due compagne di sempre, Ile e Marta. Averle al mio fianco mi dà motivazione, carica e serenità per affrontarlo al meglio. So che se arriverà un momento critico mi basterà voltarmi e vederle in campo con me per reagire. Questa sinergia è preziosa e si è fortificata nel corso dei tanti anni di vita cestistica insieme ma spero davvero che per ogni giocatrice della mia squadra questi sei mesi di “Elite” siano stati utili per arrivare ad affrontare questi play off trovando la forza l’una nell’altra.

Ufficio Stampa Elite Roma 

 

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