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Valentina Calandrelli si racconta

May 26, 2018

 

"Mai dire mai ed il lavoro paga". Chiacchierando con Valentina Calandrelli ti rendi conto quanto sia veritiero tutto ciò. Una passione sconfinata per il basket, la sua: "Il colpo di fulmine è arrivato a 12 anni, quando ho voluto provare questo sport che mi intrigava... per me che venivo dall'atletica leggera praticata da quando avevo 4 anni: devo molto ad essa perchè mi ha fatto sopperire, in alcuni aspetti, al non aver praticato minibasket". Ma che cosa rappresenta - per lei - la palla a spicchi? "Prima di tutto l'amore per il mio lavoro! Il coraggio di cambiare se credi fortemente in ciò che fai, la perseveranza di non mollare mai di fronte alle difficoltà. Rappresenta il miglioramento perchè devi sempre lavorare sui tuoi limiti, che sia giocatrice o allenatrice; la resilienza perchè devi imparare ad agire piuttosto che a reagire alle situazioni non facili. Infine rappresenta un veicolo per coltivare ogni giorno nell'intimità della squadra, e non solo, valori umani che in una vita così frenetica a volte ci sfuggono". Una laurea in giurisprudenza (con una carriera da avvocato senza mai lasciare il basket) ed una realtà giocata di tutto rispetto e notevole prestigio, quella di Valentina Calandrelli: "A livello giovanile e per lunghi tratti senior nella mia città natale di Benevento, che all'epoca aveva un discreto movimento cestistico femminile". Tutto il suo valore non è venuto meno da quando allena: "Ho iniziato con i ragazzi, nel 2005. Poi sono stata coinvolta in un progetto femminile e da lì ho continuato con la pallacanestro in rosa. Vivo questo ruolo serenamente ma con grande senso di responsabilità, soprattutto con le giovani. Noi allenatori abbiamo un grande tesoro che ci viene affidato: ragazzi e ragazze in fase di crescita, di conoscenza e formazione della propria personalità; siamo educatori, formatori ed allenatori.... aspetti - questi - che si intersecano e che devono resposabilizzarci". "Sono sempre in continua formazione e crescita", prosegue la Calandrelli, "il mio obiettivo è formare a livello giovanile, quindi so che se voglio formare devo prima formarmi! Porto sempre con me un insegnamento di Coach Leonetti impartitomi quando ho allenato nella sua società: "Per fare l'allenatore devi metterti con il culo sulla sedia e studiare". Cerco di trasmettere ciò che ho imparato e che ogni giorno imparo dal basket; cerco di trasmettere anche la forza mentale ed il senso di appartenenza, secondo me essenziale per fare tutto al meglio". Progetti futuri? "Per il momento sono ancora presa dal terminare questa stagione sportiva! Ho iniziato questo progetto con la Virtus Cagliari, dove ho trovato persone stupende. Spero tanto di far bene con questo progetto di formazione giovani". Ci sarebbe tantissimo da scrivere su Valentina Calandrelli, una giocatrice prima ed allenatrice ora che ha fatto della pallacanestro parte essenziale di lei: "Il bivio più grande è stato quando avevo l'avvocatura da un lato che comunque, seppur giovane, mi stava dando soddisfazioni e dall'altra la vocina dentro che mi diceva "LA TUA VITA SARÀ ALLENARE". Sceglierlo è stato da pazzi o da coraggiosi, lascio il commento agli altri. Per me è stato seguire la mia indole, sentire dentro l'energia di fare un lavoro che ti dona un sorriso al mattino e che ti fa lavorare senza mai sentire l'esigenza di lasciare la palestra, anzi rimanerci il più possibile". Concludiamo con un pensiero molto significativo di Valentina. "Ricevo da tutte le ragazze più di quanto dono: il loro sudore, i loro sacrifici e - a volte - le loro lacrime. Insegnare è la più grande forma del ricevere perchè ti torna sempre più di quanto provi a dare". E.F 

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