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Dubravka Dacic si racconta

July 17, 2018

 

Una sportiva vera, sincera, leale.... dotata tecnicamente e di sani principi. Un esempio a tutto tondo Dubravka Dacic. Pivot, classe 1985, ultima squadra di appartenenza: Dike Basket Napoli. "Non posso definire il basket una vera e propria passione", le sue parole. "Da giovane - e per diversi anni - ho praticato tantissimi sport: pallavolo, nuoto, tennis, lancio del peso. La pallacanestro ha incrociato la mia strada molto tardi (a 16 anni un po' per caso) ed in meno di un anno e mezzo è diventata la mia quotidianità, la mia vita senza mai lasciare ai margini le altre cose che ritenevo importanti". "Per me questo sport, così come lo sport in generale, rappresenta un mondo di privilegio, di scoperta (soprattutto di se stessi), di gioia, dolore, felicità, amarezza e potrei continuare con tutte le emozioni sprigionabili dall'animo umano", incalza Dubravka. "Siamo privilegiati, ma troppo spesso vedo questo privilegio calpestato, messo al rogo da eventi e comportamenti che ho visto prendere piede anno dopo anno! Lo sport - a mio avviso - non è solo divertimento: è disciplina, sacrificio, rispetto, etica, atteggiamento corretto, comportamento sempre volto all'eccellenza. Troppo spesso dimentichiamo che siamo non solo atleti, ma degli esempi in campo come fuori, che influenziamo il mondo intorno, soprattutto i ragazzi che ci ammirano e ci venerano vedendo in noi i loro sogni. Per me lo sport è principalmente una voce che si espande per trasmettere un insegnamento, un messaggio in un mondo sempre meno clemente, gentile ed educato. Vedo sempre più persone che pensano di sapere tante cose ma non sanno di niente". Capitolo pregi e difetti: "I pregi servono a ricordarti che siamo sulla buona strada e bisogna essere coscienti di averli. Per quanto riguarda i difetti, faccio mia una frase di Israel Zangwill: "Dovresti esaminarti quotidianamente. Se trovi dei difetti dovresti correggerli. Quando non ne trovi dovresti provare a cercarli con maggior impegno". Dubravka specifica tanto altro: "Mi reputo una giocatrice di squadra, il resto è solo un di più. Sono una donna che si definisce libera di esprimere se stessa nel bene e nel male, in campo e fuori. Sono una donna che non ha paura di essere se stessa, reale, genuina sempre. Una donna che non ha paura della propria opinione, di dirla quando e se richiesta e dirla comunque se la coscienza la reputa una cosa necessaria. Sono solitaria ma allo stesso tempo adoro stare in compagnia; sono una pensatrice... coerente, di carattere forte e non amo collezionare maschere". La conclusione è degna di tutta la sua grandezza e si racchiude in questa frase di William Blake che ispira Dubravka Dacic: "Vedere un mondo in un granello di sabbia e un paradiso in un fiore selvatico, tenere l'infinito nel palmo della mano e l'eternità in un'ora". Enrico Ferranti 

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