Simona Grillo si racconta

July 30, 2018

 

Il basket rappresenta una parte molto importante della mia vita: passione, amicizia, condivisione, competizione". Simona Grillo, Ala forte (un numero 4 che ogni tanto diventa 3) - classe 1988 - capitano della squadra Cus Unime  Messina ci parla di lei e del suo rapporto con la palla a spicchi: "La mia passione per questo magnifico sport è nata nel 2000", le sue parole, "iniziai un po' tardi, ma in questi anni ho recuperato il tempo perso essendo quasi tutti i giorni sui campi di pallacanestro sia da giocatrice, sia da istruttrice, sia da ufficiale di campo". "Fin da piccola le mie decisioni sono state prese in base alla pallacanestro", incalza Simona, "ogni giorno gira attorno a quando devo allenarmi o quando ho la partita. Ho fatto parecchie rinunce e sacrifici ma sono sicura che, nella mia vita, non me ne pentirò mai. Inoltre, attraverso il basket, ho conosciuto molte persone: alcune sono diventate Amiche." Conosciamo nel dettaglio questa cestista, in campo e fuori: "Sono una giocatrice esperta che sa sacrificarsi per la squadra e privilegia la fase difensiva. A detta degli altri ho un buon tiro dalla media distanza e mi metto sempre al servizio delle mie compagne. Difetti? Se non vado in trans agonistica o c'è un gioco troppo statico e/o non organizzato, non sono la stessa giocatrice. Sono una ragazza molto semplice, altruista; mi piace stare in gruppo e uscire con gli amici. Non so mai stare ferma, devo sempre pormi degli obiettivi e cercare di raggiungerli nel migliore dei modi. Ad ottobre otterrò la Laurea Magistrale in Economia, indirizzo Consulenza e Professione. Contemporaneamente lavoro ed ho lavorato presso studi di Commercialisti perché solo di pallacanestro non si può andare avanti. Inoltre sono un'istruttrice e responsabile di un centro minibasket: spero di poter trasmettere tutta la mia passione per questo sport ai bambini anche per tenerli un po' lontani da questo schifoso mondo virtuale e per aiutarli a formare il proprio carattere... credo che anche la pallacanestro aiuti, come d'altronde è successo anche a me". I progetti futuri non mancano: "Dopo la Laurea, vorrei abilitarmi come Dottore Commercialista e lavorare stabilmente. In ambito cestistico, prima di smettere di giocare vorrei vincere il campionato e quindi fare meglio dell'anno scorso (arrivati in semifinale per l'A2), ma anche a livello personale perché non si smette mai di imparare. Vorrei, inoltre, continuare a far conoscere questo sport a più bambini possibile, quindi con i centri minibasket e nelle scuole dove vado alcune ore a fare delle dimostrazioni e reclutamento. In passato, ho sempre detto che non avrei mai fatto l'allenatrice perché avrei voluto fare sempre e solo la giocatrice. Ma in questi ultimi anni ho pensato anche ai miei bambini del minibasket e quindi chi lo sa se più avanti farò anche l'allenatrice... chi vivrà, vedrà". La conclusione è degna di questa ragazza profondamente innamorata della palla a spicchi: "Odio perdere. Ogni qualvolta esco sconfitta dal parquet non dormo la notte e il lunedì non ho nessuna voglia. Una mia frase significativa? In uno sport di squadra, tutti sono utili ma nessuno è indispensabile".  Enrico Ferranti. Foto realizzata da Fortunato Serranò.

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