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1938, Azzurre Prime in Europa. Parte da La Spezia una mostra itinerante

November 16, 2018

 

Giocarono all’aperto, sul campo in terra battuta del Muro Torto di Roma, in un'ansa di Villa Borghese. Le gonne-pan­talone bianche al ginocchio facevano parte della divisa ufficiale da gioco, men­tre sulle maglie Azzurre, all'altezza del petto, il fascio littorio toglieva spazio allo scudo di casa Savoia.

 

Le Azzurre vinsero la prima edizione del Cam­pionato Europeo femminile organizzato dalla FIBA. Era il 1938 e il fascismo era all’apogeo. Il dato politico non toglie nulla all’impresa delle dieci Azzurre, dell'allenatore Silvio Longhi e del presidente della FIP Giorgio Asinari di San Mar­zano. Batterono, davanti a 3000 spettatori, in un’avvincente girone all’italiana, Polonia (27-19), Svizzera (59-8) e Francia (34-18), persero solo di 2 punti con la Lituania (21-23) a causa di un autocanestro, ma si aggiudicarono l’Europeo anche per il miglior quoziente canestri.

 

La mostra 1938. Azzurre Prime in Europa, ad ottanta anni di distanza, non è solo un modo per ricordare un’importante manifestazione vinta, ma anche per conoscere le origini del nostro sport, per capire come eravamo e per comprendere come tutto ciò abbia influenzato il nostro modo di vivere la pallacanestro.

 

Tutti i quotidiani festeggiarono in prima pagina quella vittoria, accanto a notizie di politica estera, considerato un ennesimo successo del partito fa­scista. Gli Angeli del focolare, future mogli e madri del regime avevano dato lustro al fascismo e all'Italia. Lo sport era funzionale alla pro­paganda del regime, ma anche espressione, in questo caso, dei primi timidi tentativi di eman­cipazione sociale femmi­nile. Quell’Europeo vinto, l'unico della palla­canestro italiana femminile, quasi dimenticato se non dagli addetti ai lavori, è oggi una mostra itinerante che sarà inaugurata a La Spezia, al PalaMa­riotti, il 20 novembre, il giorno prima di Italia-Svezia, gara di Quali­ficazione al Cam­pionato Europeo 2019 della Nazio­nale femminile. Un modo ideale per far incontrare le Azzurre di due epo­che così diverse.

 

L'idea della mostra e la raccolta dei materiali sono del giornalista Massimiliano Mascolo e del fotografo Alessandro Rizzardini a cui hanno dato il via l'archivio personale di Annamaria Giotto, oggi 103 anni ed unica sopravvissuta di quella squadra, miglior realizzatrice italiana di quell’Eu­ropeo con 30 punti in 4 gare.

 

La mostra, a cura della Federazione Italiana Pallacanestro, realizzata graficamente da Ales­sandro Orrico, sarà portata nei principali palazzetti di serie A1 e serie A2 femminile nel corso della stagione 2018-19 dalla Legabasket Femminile. L'esposizione viene declinata in 8 pannelli 180x100cm che raccontano in 16 tavole i momenti di quell’Europeo, dalla preparazione alla vittoria, illustrando il significato sociale dello sport al femminile in piena epoca fascista alla fine degli anni Trenta, le modalità di gioco e lo stato di sviluppo della pallacanestro femmiinle in Italia, prima della catastrofe collettiva della seconda Guer­ra Mondiale.

 

La mostra sarà poi presentata a Battipaglia (Sa) il 9 dicembre in occasione di Battipaglia-Geas e poi il 22 dicembre a Napoli in occasione di Napoli-Broni. In corso di definizione le tappe del 2019.

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