Beatrice Neri si racconta

December 18, 2018

 

La pallacanestro - per me - rappresenta una valvola di sfogo e di divertimento ma, più di tutto, è stata ed è una "maestra di vita" perchè mi ha insegnato, e continua ad insegnarmi, parecchio". Beatrice Neri, ala/centro e capitano di Basket Femminile Montecchio Maggiore, classe 1986 si presenta così parlandoci di lei e della sua passione per la palla a spicchi. "Grazie a questo meraviglioso sport", incalza la cestista, "ho conosciuto moltissime persone, ognuna con un carattere diverso e ognuna speciale per qualcosa; con alcune ho instaurato dei legami davvero forti! Ho imparato a conoscermi e a conoscere, apprezzo il rispetto in ogni sua forma, spesso e volentieri mi metto alla prova.... faccio molti sacrifici: alcuni ripagati, altri magari meno, ma mai vani. Fin da subito il basket mi ha aiutato ad organizzarmi il più efficacemente possibile, ad ottimizzare i tempi, ad avere timing.... sia in campo che fuori; mi ha fermato quando stavo tirando troppo la corda e - di riflesso - mi ha ricordato (ciò succede sempre) di non mollare anche quando tutto sembra andare storto. Mi fa lasciare fuori dalla palestra i brutti pensieri e mi permette tutt'ora di condividere quelle emozioni che solo chi si trova dentro ad uno spogliatoio può capire: gioia, orgoglio, agitazione, arrabbiatura, entusiasmo, felicità, delusione, energia, adrenalina, voglia di far festa... solo per citarne qualcuna". "Ho iniziato a giocare in prima elementare", prosegue Beatrice Neri, "nella squadra di minibasket in cui allenava un amico di mio papà: erano tutti più grandi ma mi sono divertita un sacco e non ho più smesso. La mia vita è sempre stata molto impegnata tra studio, lavori, pallacanestro, viaggi, amici, uscite, feste; mi sono trovata catapultata nella decade degli "enta" con una laurea in ingegneria, un lavoro ed un sacco di passioni. Come in campo, anche fuori sono sempre di corsa: lavoro nel veronese e fra un po' mi trasferirò a vivere nel padovano ma le mie radici resteranno sempre vicentine. Mi piace stare in compagnia.... piu varia è, meglio è! Per fare una carrellata: mi piacciono i motori, conoscere le persone, il tedesco, la musica rock, le feste, i cieli, le foto e viaggiare! A proposito, recentemente sono stata in U.S.A. con tre mie carissime amiche cestiste". Pregi e difetti in campo? "Non mollo mai e spero di riuscire a trasmettere ciò alle mie compagne: sono sempre stata convinta che ogni partita abbia la sua storia e bisogna giocarsela fino in fondo... minuto dopo minuto, centimetro dopo centimetro. Il più palese tra i miei difetti è che tiro pochissimo a canestro: mi diletto molto di più a smistare palloni e fare in modo che il gioco "funzioni"! C'è anche da dire che la mia squadra è molto varia e divertente; un ottimo mix di senior, "meno senior" e junior.... con caratteristiche tanto diverse quanto compatibili e che i difetti dell'una vengono assorbiti dai pregi dell'altra, quindi mi sento tranquilla". Per quanto riguarda il futuro, la cestista è molto chiara: "Sono abbastanza indaffarata a seguire il mio presente da non preoccuparmi troppo di ciò che succederà. Al momento spero di terminare al più presto la ristrutturazione della mia "nuova casetta"; progetti ne ho tanti ma non amo svelare i miei piani. A riguardo della palla a spicchi, spero che il BF Montecchio faccia un sacco di selfie post-partita (chi ha orecchie per intendere, intenda)". Un esempio Beatrice Neri, una guida a 360^gradi: non è casuale il suo ruolo di capitano e nemmeno il motto che ispira questa ragazza dalle doti tecniche ed umane non indifferenti e che rispecchia tutto il suo immenso valore: "Mai paura". 

 

Enrico Ferranti

Foto realizzata da Matthew Smith

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