BasketRosa© 2023 Contact Us

Martina Prestisimone si racconta

December 19, 2018

 

Non chiederti cosa i tuoi compagni possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra". È con questa frase (a lei tanto cara) di Magic Johnson che Martina Prestisimone, classe 1994, inizia a raccontarci di lei e del suo "mondo" legato alla palla a spicchi. "La pallacanestro - per me - rappresenta una passione, una valvola di sfogo ed una seconda casa dove mi rifugiavo sia da giocatrice prima, sia ora da istruttrice. La mia passione è nata molti anni fa, quando avevo dieci anni: nella mia famiglia si è sempre respirata l'aria della pallacanestro. È stato proprio mio padre a portarmi, per la prima volta, ad una leva di basket; il mio ruolo da piccola è sempre stato quello di ala.... poi, mentre le mie compagne crescevano, io con il mio metro e settanta mi sono adeguata al ruolo di guardia". Una carriera giocata - quella di Martina Prestisimone - davvero di tutto prestigio: "Ho iniziato le giovanili con la Phard, per poi spostarmi alla Gymnasium (attuale Dike) con la quale ho vinto il titolo regionale U13. In seguito - dopo un infortunio alla caviglia - sono ritornata alla Phard dove ho vissuto le mie prime entusiasmanti esperienze partecipando al raduno precampionato della serie A. Successivamente sono passata alla società Emjoy dove ero capitana U19 ed ero nella rosa della prima squadra che ha vinto nello stesso anno il campionato di C. Dopo due anni di B, a causa di un problema al ginocchio, a malincuore ho dovuto smettere". Le emozioni di questo sport? "Tantissime: le principali sono sicuramente date dalla possibilità di conoscere persone nuove, di creare squadra e di costruire amicizie che tutt'oggi fanno parte della mia vita; senza ovviamente tralasciare l'emozione adrenalinica che regala questo sport". "Sono sempre stata una giocatrice di quantità", prosegue Martina, "che preferiva sacrificarsi per la squadra piuttosto che primeggiare. Ho avuto sempre una buona mano per il tiro, ereditata da mio padre: purtroppo veniva sfruttata poco.... un po' per insicurezza, un po' perchè preferivo dedicarmi al lavoro "sporco", recuperando palloni e difendendo forte. I miei pregi in campo sono sempre stati la generosità agonistica, la correttezza, la positività e la voglia di lavorare. I miei difetti? L' insicurezza nello sport, l'impulsività e la testardaggine. Sono una ragazza solare, espansiva, forse troppo buona, a cui piace divertirsi ma sempre con un occhio alle cose concrete. Sono molto puntigliosa e determinata nell'ottenere ciò che voglio. Adesso sono un'istruttrice di minibasket ed alleno bimbi dai sei ai tredici anni. In più, insieme a mio padre, alleno una squadra di U16 che svolge il campionato Fip". Ma che istruttrice si reputa questa ragazza profondamente innamorata della pallacanestr? "Sempre sorridente, disponibile al dialogo, motivatrice, severa al punto giusto e lavoratrice. Mi piace dedicarmi agli allenamenti e sono sempre alla ricerca di occasioni da dare ai bambini per completare la loro formazione. Allenare è la mia grande passione, specialmente i bambini più piccoli: diventare un punto di riferimento per loro mi inorgoglisce; dico sempre che sono loro ad insegnarmi e trasmettermi tanto con la loro ingenuità, sincerità e spontaneità. A parte l'orgoglio di quando fanno canestro o imparano qualcosa di nuovo, la vera soddisfazione è il creare un rapporto con loro di fiducia e di scambio continuo. Sto in palestra anche cinque ore al giorno senza mai considerarlo un sacrificio". I progetti futuri rispecchiano tutta la grandezza di Martina Prestisimone: "Desidero impegnarmi ancora di più nel Baskin (il basket inclusivo per bambini disabili ed autistici) e vorrei anche intraprendere il percorso di allenatrice". 

 

Enrico Ferranti 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Post in evidenza

A1 e A2, ecco l'agenda degli impegni precampionato

August 27, 2019

1/1
Please reload

Post recenti

September 14, 2019