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Laura Barcaro si racconta

December 20, 2018

 

"Per me la pallacanestro è qualcosa che non si può descrivere a parole: rappresenta tutta me stessa. Mi piace pensare che sia un grande amore che non potrà mai avere una fine". A parlarci di lei è Laura Barcaro, classe 1994... una ragazza che ha fatto della palla a spicchi uno stile di vita. "La mia passione per la pallacanestro è nata all'età di 11 anni", le sue parole, "vedendo giocare mio fratello più grande ero costretta a vedere qualsiasi partita di basket in televisione, così ben presto ho capito che la pallavolo non faceva per me". Ed è stato l'inizio di un percorso davvero importantissimo per questa ala grande; anche se i tanti infortuni hanno rappresentato un ostacolo, Laura Barcaro rappresenta un punto di riferimento ancora adesso in questo sport: "Ho iniziato giocando con il maschile al Basket Roncaglia fino alla categoria U13, per poi proseguire al Thermal Abano. A 14 anni militavo con la serie B, al tempo prima squadra di Abano, e facevo il campionato U15 e U17. In U15, dopo aver vinto l'interzona, siamo andate alle finali nazionali a Quartu Sant'Elena. L' anno successivo è iniziata la mia carrellata infinita di infortuni al ginocchio che si concluderà con tre crociati ed un menisco rotti ed ogni volta operati. L' infortunio è la paura più grande per qualsiasi giocatore/giocatrice, soprattutto quando è grave e necessita di una lunga riabilitazione... esemplare quella al ginocchio. Vorrei aver trovato la risposta alla domanda che spesso mi è stata fatta "ma perchè sempre a te?" ma ho preferito smettere di chiedermelo e concentrarmi su altro". Così - a soli 18 anni - l'inizio della sua carriera da Istruttrice minibasket al Basket Roncaglia, società dove Laura è nata: "Giorno dopo giorno il mondo del minibasket ha iniziato a piacermi facendomi capire che nemmeno un'infinità di infortuni avrebbe potuto spegnere la mia passione per la pallacanestro. Due anni dopo sono diventata Istruttrice Fip ed ho iniziato un nuovo corso di formazione (allievo allenatore) per allenare anche a livello giovanile e, a settembre dello scorso anno, sono diventata Allenatrice di base. In parallelo a tutto questo, terminato il Liceo, ho intrapreso l'Università iscrivendomi a Scienze dell'Educazione e della Formazione a Padova. Lo scorso anno mi sono laureata e adesso sto proseguendo gli studi con la laurea magistrale in Culture Formazione e Società Globale, sempre a Padova. Attualmente alleno una squadra U13 maschile al Basket Roncaglia e poi a San Martino di Lupari alleno: l'13 targata San Marco, sono Assistente di Enrico Valentini in A2 e sono Istruttrice di una squadra aquilotti. Inoltre faccio parte del Centro Federale Femminile come Assistente Allenatore. Mi reputo una allenatrice "alla scoperta". Ho la fortuna di lavorare con dei professionisti da cui sto imparando moltissimo e che non finirò mai di ringraziare. Penso che un allenamento vada sempre iniziato con un sorriso: abituo i miei bambini/e a sorridere perchè stanno giocando lo sport più bello del mondo e, mentre giocano, non voglio che abbiano ansie e paure. Voglio che crescendo imparino ad essere autonomi, responsabili e ad essere gruppo, aiutandosi l'uno con l'altro. Allenare ed essere a contatto con i ragazzi mi riempie di energia, mi fa stare bene.... provo a far capire loro l'importanza di essere costanti, di mettere impegno in ogni cosa che fanno e - soprattutto - di prendere la pallacanestro come impegno e stile di vita". Capitolo progetti futuri: "Oltre a proseguire il mio percorso come Allenatrice, spero il prossimo anno di riuscire a concludere i miei studi laureandomi in magistrale poi chi lo sa, staremo a vedere". Un esempio in tutto e per tutto, Laura Barcaro e vogliamo terminare con una sua descrizione molto speciale: "Recentemente un mio Allenatore che ho incontrato mi ha descritto così: "Laura era brava, molto brava.... ma una grandissima rompiscatole". Ero una giocatrice perfezionista, che non si accontentava mai, pignola con me stessa e con le mie compagne (che mi sopportavano con enorme pazienza). Competitiva al massimo anche in allenamento, mi piaceva difendere le giocatrici più forti di me e provare a metterle in difficoltà. Diciamo che le "sfide" sono sempre state un mio punto forte o, a seconda dei casi, un punto debole".  

Enrico Ferranti

Foto realizzata da Carlo Silvestri 

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