Ludovica Fietta si racconta

February 17, 2019

 

"Per me il basket è tutto! Rappresenta la principale valvola di sfogo di ansia e stress. Le mie compagne, con le quali mi trovo benissimo, sono uno dei motivi che mi fanno amare questo meraviglioso sport: siamo sempre presenti e unite, ci sosteniamo sia in campo che fuori.... insomma non le cambierei per nulla al mondo. L' idea di trascorrere 2-3 ore in palestra mi elettrizza, la dedizione e la pazienza nel migliorare sono aspetti assolutamente indispensabili! Ritengo che lo stato d'animo del pre-partita sia una delle sensazioni che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita". Ludovica Fietta - classe 2001 - ha sicuramente talento da vendere e doti tecniche ed umane di spessore, considerando la sua giovane età: "Milito a San Martino di Lupari in U18 e serie B. Il mio ruolo è playmaker", le sue parole. "La passione per la pallacanestro è nata fin da quando ero piccola: i miei genitori mi hanno sempre invogliata a provare diversi sport per poi scegliere quello che più mi divertiva. Dai 4 ai 13-14 anni sciavo durante i week-end e giocavo a basket durante la settimana (mio papà è maestro di sci ed è stato proprio lui a trasmettermi questa passione). Termiminate le scuole medie ho dovuto fare una scelta perchè, facendo un liceo, praticare due sport in concomitanza era troppo impegnativo". Conosciamo meglio questa talentuosa cestista. "In campo mi reputo una persona altruista: preferisco fare un assist piuttosto che due punti", incalza Ludovica Fietta. "La caratteristica principale del playmaker consiste nel mettere in ritmo le compagne (soprattutto le tiratrici) e se questo accade mi sento "realizzata". L' aspetto su cui devo maggiormente migliorare è il tiro: richiede molto tempo e precisione, ma ci sto lavorando. Il basket occupa 3/4 della mia vita; frequento la quarta liceo Brocchi a Bassano del Grappa: è una scuola molto impegnativa che richiede molto studio.... infatti, spesso e volentieri, mi trovo a tarda sera per ripassare. Però non mi pesa perchè mi rendo conto che la cultura è un aspetto fondamentale alla base della vita delle persone. Per il resto mi piace fare la vita di tutti i giovani adolescenti, uscire nei fine settimana e - quando non ho la partita - andare a qualche festa con gli amici". Progetti? "Nel mio futuro la priorità è portare avanti gli studi: mi piacerebbe fare Business e Management per l'internazionalizzazione delle imprese all'Università di Padova, ma è una scelta che cambierò ancora alcune volte prima di prendere quella definitiva. Riguardo alla pallacanestro, come penso ogni cestista, arrivare a giocare in serie A (magari insieme a mia sorella Elena)è uno dei miei sogni nel cassetto". Il pensiero conclusivo è una dedica molto significativa: "Ne approfitto per augurare un in bocca al lupo a Chiara Meroi, compagna di squadra ed una delle mie migliori amiche, che sta procedendo nella riabilitazione post rottura del crociato". Enrico Ferranti

 

Foto realizzata da Carlo Silvestri 

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