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Matilde Mortelli si racconta

February 25, 2019

 

"Il basket, per me, rappresenta un banco di prova per la vita. Grazie a questo sport ho imparato a mettermi in gioco, a conoscere le mie debolezze e a farne dei punti di forza, a non arrendermi alle prime difficoltà ma continuare a lottare fino alla fine, a credere in me stessa. Durante il mio percorso ho avuto la fortuna di conoscere molte persone che - nel bene o nel male - hanno lasciato il segno, contribuendo a farmi diventare ciò che sono oggi. Per questo posso dire di essere grata a questa meravigliosa realtà". Matilde Mortelli, guardia - ala piccola classe 2000, ci parla di lei e della sua passione per la pallacanestro. La palla a spicchi è parte essenziale nella vita di questa giovane talentuosa cestista: "Ho iniziato a giocare all'età di 5 anni in una squadra maschile", le sue parole, "per poi andare a giocare nella squadra femminile della Florence Basket, dove milito attualmente. Gioco in serie B da 4 anni". "Per me la pallacanestro è adrenalina", prosegue Matilde, "dal momento in cui salgo in macchina per andare in palestra, prima di una partita, ogni mio muscolo scalpita. Quando entro in campo sento il peso delle mie responsabilità e questo rappresenta uno stimolo a fare sempre meglio. Quando gioco provo un ciclone di emozioni che alimentano la mia competitività e mi aiutano a concentrarmi sugli obiettivi e a stare sempre sul pezzo". Pregi e difetti in campo? "Sono una giocatrice altruista, mi metto totalmente a disposizione della squadra e delle mie compagne. Talvolta questo però diventa anche un difetto perchè rinuncio a dei tiri per passare la palla. Fin dalle giovanili mi è sempre stata riconosciuta una buona visione di gioco mentre, come difetto, ho la tendenza ad innervosirmi. Spesso riesco ad incanalare la mia rabbia in modo positivo: ciò mi permette di essere più aggressiva e competitiva; altre volte - invece - mi condiziona in negativo". Al di fuori del parquet: "Frequento l'ultimo anno del liceo linguistico G.Pascoli, amo le lingue e viaggiare. Anche se gioco a basket, adoro tutti gli sport: scio fin da quando sono piccola, con la scuola ho partecipato a varie gare di atletica e tornei di pallavolo, sono appassionata di calcio (tifo Fiorentina). Amo gli animali: ho un labrador di nome Zoe che è la mia tifosa numero 1". I progetti futuri sono ben chiari per Matilde Mortelli: "Dopo il liceo mi piacerebbe frequentare l'indirizzo di giurisprudenza italiana-francese a Firenze; l'obiettivo ultimo è di diventare avvocato penalista. A livello cestistico vedrò cosa mi riserverà il futuro, non ho progetti particolari. L' unica certezza è che il basket continuerà a far parte della mia vita, in un modo o nell'altro". La conclusione è davvero significativa e racchiude tutta la grandezza di questa ragazza: "Ogni esperienza è motivo di arricchimento personale e perciò.... carpe diem". 

 

Enrico Ferranti

Foto realizzata da Apo
 

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