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Costanza Giorgi si racconta

March 29, 2019

 

"Il basket rappresenta - da sempre - un aspetto molto importante nella mia vita: infatti, grazie ad esso, ho girato l'Italia.... apprezzando tantissimi posti meravigliosi e conoscendo persone stupende". Costanza Giorgi? Un esempio, un punto di riferimento, una campionessa a tutto tondo. "Il mio rapporto con la pallacanestro", le sue parole, "è sempre stato di amore ed odio. Non ho mai smesso di stringere i denti, nonostante tutti i vari acciacchi che mi si presentavano: da questo punto di vista sono sempre stata una guerriera e piuttosto che abbandonare il campo, giocavo zoppicando. Nel corso della mia carriera ho sbagliato da sola, imparando dai miei errori; sono andata via di casa presto, ciò mi ha permesso di crescere e - ad oggi - rifarei tutto quello che ho fatto. Ho smesso di giocare da ormai quasi un anno e l'unica cosa che veramente mi manca sono le spallate sotto canestro. Mi sono trasferita ad Empoli dove ho avuto la fortuna di trovarmi un lavoro". Classe 1989, nativa di Lucca: "La mia passione per la palla a spicchi è nata all'età di 4 anni quando andavo ad allenarmi nella palestra di Porcari (piccolo paesino in provincia di Lucca) con mia sorella; sono sempre stata una pivot di peso. All'età di 16 anni arriva la prima chiamata in serie A2 a Pontedera, dove sono rimasta per 4 anni.... nel 2008 la mia prima convocazione in Nazionale under 20. In terra toscana giocavo poco, quindi la scelta di andare a La Spezia scendendo di categoria: abbiamo vinto il campionato di serie B ma perdendo la finale promozione per l'A2. Dopo questa delusione decido di firmare con Siena dove non riesco ad iniziare la stagione a causa di un incidente in macchina che mi procura la frattura della prima vertebra del collo, perdendo così tutto l'anno cestistico. A margine di tutta la riabilitazione ed il periodo no, ero un po' titubante sul ritornare a giocare visto che anche i medici mi avevano detto che era meglio non prendere troppi colpi". Ma poi arriva una chiamata che cambia tutto: "Da parte di Alghero e decido di buttarmi. È stata la scelta migliore mai fatta: sono stati 4 anni bellissimi. Alghero è stata una seconda casa: la società, il pubblico..... ho incontrato persone fantastiche che non mi hanno mai fatto mancare niente. Terminata questa esperienza indimenticabile, sono andata a Santa Marinella (società neopromossa) dove faccio mezza stagione perchè sono stata poi contattata dalla Virtus Cagliari in lotta per la salvezza: qui arrivano le prime soddisfazioni personali (nonostante mi sia rotta l'alluce dopo 2 partite ma non ho mai mollato) perchè vinciamo la finale e rimaniamo in A2. Ricordo con estremo piacere quando la mia coinquilina mi ha chiesto di aiutarla ad allenare le bambine, sono stati 3 mesi meravigliosi dove mi sono legata molto a loro e viceversa. Durante la finale, in casa, per non retrocedere ci hanno dedicato uno striscione di saluto ed incoraggiamento per la partita: mi sono commossa. È stata l'emozione più grande che mi ha regalato questo sport". Dopo Cagliari, il ritorno a Pontedera in serie B: "Per avvicinarmi a casa e per iniziare a cercare un lavoro, pensando così al futuro. Volevo però chiudere in bellezza la mia carriera, così l'anno successivo ho deciso di andare alla Nico Basket, squadra costruita per raggiungere obiettivi molto importanti, conquistando la promozione in A2 (anche l'ultima partita l'ho giocata da zoppa ma lottando fino alla fine).... quindi, soddisfatta per questo prestigioso traguardo, ho appeso le scarpe al chiodo". Costanza Giorgi, un'ex giocatrice ed una ragazza di una grandezza più unica che rara.... dote, questa, che mai svanirà. A lei un ringraziamento speciale per le emozioni che ci ha donato e che ancora ci regalerà nella vita di tutti i giorni.

 

 

Enrico Ferranti

Foto realizzata da Luigi Canu
 

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