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Ilenia Cordola si racconta

April 19, 2019

 

"Il basket - per me - è sempre stato un "maestro di vita". Ho fatto tantissime esperienze, che molti miei coetanei non hanno avuto il privilegio di fare, dalle quali ho imparato parecchio. Ho incontrato molte persone e, soprattutto, ho conosciuto le persone importanti a cui sono legata ancora oggi. Ho imparato il valore dell'amicizia e dello stare in gruppo". Ilenia Cordola e la palla a spicchi: un rapporto davvero molto speciale. "La pallacanestro mi ha sempre messo alla prova e mi ha dato modo di affrontare me stessa e di crescere", incalza la cestista. "Posso dire che è il mio punto di riferimento e la mia ancora quando le cose vanno veramente male: so di avere ancora un posto, il campo, in cui avrò ogni volta la possibilità di lottare per costruire. Le emozioni che puoi vivere giocando sono tantissime: in campo ho riso, pianto e gridato.... e credo che, oggi, non potrei stare senza la possibilità di vivere quelle emozioni. Ho trascorso un periodo in cui si era allontanata la voglia di giocare, ma la cosa meravigliosa è stata poi ritrovarla perchè ho ricompreso il valore delle emozioni che può vivere semplicemente mettendo piede in campo". Classe 1996, Ala/Centro della Akronos Moncalieri (serie A2), Ilenia Cordola inizia a giocare a pallacanestro all'età di 11 anni: "Da piccola ero molto timida", le sue parole, "e non ero mai disposta a fare cose di gruppo, tanto meno con persone che non conoscevo. All'epoca praticavo numerose attività sportive, in particolare mi piaceva molto andare a sciare e ho fatto anche alcune gare di nuoto. Ricordo benissimo che mio papà, ogni volta che mi doveva portare a fare le gare di nuoto o di sci, mi inseguiva per tutta la casa ed io mi aggrappavo alla gamba del tavolo per non andare. Non era ancora la "strada giusta" perchè mancava quel qualcosa che mi avrebbe permesso di superare la mia timidezza". Poi la svolta: "Un giorno a scuola venne il marito della mia maestra - che era un allenatore di basket - e così mi convinse ad andare a provare. Mi piaceva molto, anche perchè ero la più alta e avevo sicuramente un vantaggio rispetto alle mie compagne, anche se non nego che inizialmente avevo molte difficoltà ad andare ad allenamento per colpa della mia timidezza. Giocavo in tutti i ruoli, sia con i maschi che con le femmine.... anche se mi divertivo molto di più con i ragazzi. La passione per la pallacanestro (sempre con l'aiuto del mio papà) mi ha spinto ad affrontare la mia esagerata timidezza e oggi posso dire di essere totalmente l'opposto". Una carriera, la sua, di indubbio prestigio e valore: "Mi ritengo abbastanza soddisfatta del mio percorso. Ho avuto modo di esprimermi a livello giovanile grazie alle numerose finali nazionali a cui ho potuto partecipare: sono state tutte esperienze molto formative anche se il massimo risultato è stato il quarto posto ottenuto con la Libertas Bologna nell'anno 2014-2015. A livello giovanile ho avuto l'opportunità e l'onore di indossare la maglia della Nazionale e di partecipare a tutti i campionati europei della mia categoria, vincendo due medaglie d'argento insieme alla squadra (nel 2012 e nel 2016 perdendo in finale contro la Spagna). A livello senior ho messo piede, molto giovane, nei campionati di A3, A2 e A1 e ho avuto la possibilità di imparare molto dalle giocatrici più esperte di me. Oggi sto vivendo un super campionato insieme all'Akronos Moncalieri, realtà in cui mi sto trovando benissimo. Come ho detto mi ritengo soddisfatta del mio percorso fino ad ora, ma spero che in futuro ci siano occasioni per fare ancora meglio". Ma che giocatrice è Ilenia Cordola? "Il mio punto di forza in campo è sicuramente la difesa. Credo molto nel fatto che un buon attacco parta da un'ottima difesa e quindi mi impegno molto a dare il meglio di me in difesa quando in attacco non riesco a trovare il canestro. Sono mancina e, come tutti i mancini, l'altra mano non la conosciamo: questo è sicuramente un difetto ma in alcuni casi può essere anche un punto di forza. Mi impegno per essere una sicurezza per la squadra, dentro e fuori dal parquet. Metto in campo tutto quello che ho e non mi tiro mai indietro anche quando le cose sono difficili". Ma torniamo per un momento alla maglia azzurra: "Indossarla è un'emozione indescrivibile, anche già solo il momento in cui ti comunicano di essere tra le convocate per il raduno di preparazione all'europeo ti regala un'emozione immensa. La maglia dell'Italia, per me, ha rappresentato un grande traguardo personale: tutti i sacrifici miei e delle persone che mi sono state vicine sono stati ripagati con l'onore di giocare con quella maglia. È stata anche una spinta per continuare a credere in quello che faccio ed un'ottima opportunità di confronto e di crescita". Vogliamo concludere questa stupenda chiacchierata con un pensiero speciale, perchè Ilenia è una campionessa a tutto tondo. "Mi ritengo una ragazza molto fortunata: ho sempre avuto alle mie spalle una famiglia bellissima che mi sosteneva ed accompagnava, nonostante le mille difficoltà che c'erano. Sono sempre stati i primi a credere in me, spingendomi a fare ciò che mi piaceva. I modi e la forza che ho nell'affrontare le cose me l'hanno insegnato i miei genitori. Sono sempre riuscita a conciliare lo studio con la pallacanestro; anche se non sono mai stata una delle migliori a scuola, andavo discretamente bene. Oggi sono iscritta alla Facoltà di Giurisprudenza e spero un giorno di trovare un lavoro che mi appaghi e mi dia soddisfazione come questo meraviglioso sport. Penso che comunque non abbandonerò mai questo mondo e, quando smetterò di giocare, mi piacerebbe diventare allenatrice; però vedrò più avanti cosa succederà".

 

Foto realizzata da Elio Castoria

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