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Valeria Ottavia Ghilardi si racconta

May 6, 2019

 

"La mia passione per la pallacanestro è nata alle elementari: compravo le riviste di basket in inglese, trascorrevo i pomeriggi al campetto e sognavo di diventare forte come i giocatori della NBA. Non ricordo quale sia stato l'evento scatenante (nessuno in famiglia giocava o seguiva il basket) ma ho iniziato a giocare all'età di 6 anni e - da allora - non ho mai più smesso". Valeria Ottavia Ghilardi, classe 1991 nata a Cremona, è la play-guardia del Pontevico Basket Femminile (Brescia).... squadra che milita nel campionato di serie B: "Mi reputo una giocatrice istintiva, emozionale, una "testa calda" ma cestisticamente intelligente", le sue parole. "Un mio pregio credo sia la capacità di dettare il ritmo, ma anche far correre la squadra ed innescare il contropiede, difatti preferisco il Run'n'Gun come stile di gioco. Difetti? Ne ho tantissimi, in primis ho percentuali bassissime dalla lunetta". Valeria Ottavia ci racconta più nel dettaglio la scorsa stagione (2017/2018): "È stata la più emozionante, sia in positivo che in negativo. Dopo una retrocessione in serie C a dir poco immeritevole, vista la formula l'anno precedente ed il rischio di non fare più la squadra fino a fine agosto, sempre con Pontevico abbiamo vinto la regular season con 24/24 per poi giocarci la promozione in B alle finali regionali a 4 squadre: peccato che alla seconda giornata mi sia rotta il crociato. È stato davvero demoralizzante non poter conquistare sul parquet la tanto (ri)voluta serie B. A metà luglio 2018 l'operazione e a Marzo il ritorno in campo: è stato un periodo difficile". Oltre alla pallacanestro giocata: "Sono social media manager della Vanoli Cremona (serie A maschile); mi occupo della comunicazione e mi piacerebbe continuare a lavorare nell'ambito cestistico a tutto tondo, perchè il basket è la mia più grande passione". "Spero di poter continuare a giocare a lungo", prosegue la cestista, "compatibilmente con gli impegni lavorativi perchè onestamente faccio fatica a vedermi lontana dal campo ma soprattutto dallo spogliatoio, tant'è che questo inverno ho preso il patentino da allievo allenatore". La conclusione è davvero molto significativa: "A prescindere dalla categoria, credo che ci si debba sempre divertire perchè, se si perde l'aspetto ludico, si è persa tutta la magia di questo fantastico sport". 

 

Foto realizzata da Andrea Sandri

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