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Arianna Landi si racconta

July 3, 2019

 

La pallacanestro per Arianna Landi? "Rappresenta un insieme di cose: divertimento, gioco di squadra e sacrifici.... il tutto coronato da tante soddisfazioni". Classe 1996: "In campo sono sempre stata una guardia ma - negli ultimi anni - mi sto improvvisando come playmaker", le parole di questa talentuosa cestista. Una passione per la palla a spicchi nata prestissimo: "Fin da quando avevo 5 mesi andavo a vedere la Fortitudo poi, all'età di 5 anni, ho iniziato a giocare. Le emozioni che mi scaturisce questo meraviglioso sport sono fortissime e vanno dalla gioia di vincere una partita, o ancora meglio uno scudetto, a quella di piangere perchè hai perso un match che invece volevi e potevi vincere a tutti i costi". Ed una carriera davvero molto prestigiosa, dove Arianna è sempre stata (e ancora lo è) un esempio, un punto di riferimento, una campionessa a tutto tondo... in campo e fuori. "Mi sento ancora molto giovane con tanta strada da fare", le sue parole, "fino adesso ho avuto la fortuna di giocare in squadre ben strutturate ed ognuna di loro mi ha fatto crescere sia tecnicamente ma, soprattutto, umanamente. Ogni mia tappa ha lasciato qualcosa dentro di me e hanno fatto si che io sia la giocatrice che sono. Ovviamente le esperienze fuori casa mi hanno fatto vivere emozioni maggiori e, soprattutto, conoscere realtà bellissime e molto diverse tra loro. Impossibile - però - dimenticare il tifo e l'accoglienza dei Viking di Broni". Pregi e difetti in campo? "Mi piace giocare per la squadra ma a volte parlo troppo con gli arbitri e mi innervosisco quando il gioco non gira e non mi entrano i canestri. Sono una persona che ama le sfide; credo molto nella lealtà e nel rispetto, credo di essere alquanto testarda e questo è sia un pregio perchè lotto per ottenere il mio obiettivo, ma è anche un difetto perchè se mi vuoi far cambiare idea auguri". Capitolo Nazionale: "Sono orgogliosa e felicissima di aver indossato nuovamente la maglia azzurra e, soprattutto, di aver partecipato ai Campionati Europei 3x3 di Minsk. Durante la cerimonia di apertura avevo il cuore in gola.... sfilare con tutti gli atleti delle altre discipline è stato fantastico. Abbiamo tifato nelle loro gare e loro nelle nostre con uno spirito di condivisione fortissimo. Anche in passato ho fatto vari raduni vincendo la medaglia d'argento agli Europei U16 a Miskolc: non potevo crederci di essere proprio io a stringere quella medaglia. La maglia azzurra è il sogno di ogni bambina. Da piccolina cantavo l'inno in casa guardando l'Italia e ripetevo allo sfinimento ai miei genitori che volevo diventare come Giorgia Sottana". Che cosa scaturisce questa maglia? "Mi sento orgogliosa e molto felice. In quei momenti sparisce tutto; giocherei anche con mille dolori, ma con la voglia di far bene per me e per la squadra". Arianna Landi traccia un bilancio della stagione appena conclusa: "Credo sia stata tra le più belle. Sono arrivata a Moncalieri con tante incognite.... una squadra neopromossa, un gruppo già coeso e molto giovane, ma appena arrivata ho capito che avremmo potuto fare bene perchè ognuna di noi faceva il massimo, guidate da un allenatore molto giovane ma anche molto preparato. Ho trovato una società organizzata, sempre pronta alle esigenze di noi atlete. Inoltre - quest'anno - ho fatto il corso da istruttrice di minibasket ed ho allenato molti bambini tra cui un gruppo di fanciulle fantastiche: erano le mie prime tifose quando giocavo e mi facevano sentire importanti. Loro mi hanno aiutata tanto, trasmettendomi allegria e amore per il basket". Aspettative per la prossima stagione? "Avrei fatto volentieri un altro anno come questo a Moncalieri..... ma pazienza. Farò sicuramente tesoro di tutte le belle emozioni che ho vissuto in questa stagione. Spero di continuare a fare altre belle esperienze; sto valutando diverse possibilità, ma per cabala non posso parlare". La conclusione rappresenta tutta la grandezza di questa cestista: "Nella mia vita in generale mi ispiro ad una canzone di Vasco Rossi, soprattutto a questa frase: "Vivere anche se sei morto dentro. Vivere e devi essere sempre contento. Vivere è come un comandamento. Vivere e sopravvivere senza perdersi d'animo mai e combattere e lottare contro tutto contro".  Enrico Ferranti.

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