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Greta Brunelli si racconta

July 31, 2019

 

"Il basket è gran parte della mia vita ed ha rappresentato le vittorie e le sconfitte che più mi hanno segnata. Mi ha cresciuta, responsabilizzata.... insegnandomi l'arte del sacrificio e dandomi l'opportunità di conoscere un'infinità di persone, instaurando - con alcune di esse - delle bellissime amicizie". È definita una guardia tiratrice, Greta Brunelli, classe 1990: "La mia passione per la pallacanestro", le sue parole, "è nata divorando un miliardo di dvd (consumati a furia di guardarli) di Allen Iverson, Michael Jordan, Larry Bird, Magic Johnson che mi portava mio papà. Giocare nel campetto del mio paese con i miei amici, rigorosamente tutti maschi, era come disputare la finale della coppa del mondo. Mio padre - tutte le domeniche - mi portava a tifare la partita della serie A maschile di Rieti.... ecco, tutto ciò mi ha fatto innamorare di questo meraviglioso sport". Ha la palla a spicchi nel DNA questa cestista che - a tutti gli effetti - è un punto di riferimento, un esempio notevole: "Sono stati anni vissuti intensamente, ricchi di vita. Mi emoziona quando vinco, quando perdo, quando sono delusa da una cattiva prestazione o quando invece esulto per una buona. Ci sono giorni dove non ho voglia di allenarmi, ma basta toccare il primo pallone e le gambe iniziano ad andare da sole e giorni dove non vedo l'ora di fare un tiro". Tante le tappe importanti nella sua carriera. "Parto da quelle brutte: l'infortunio quasi immediato del mio ginocchio che mi ha cambiata tanto e alcune cantonate da giovane con la Nazionale. Non mancano quelle positive come la qualificazione per le finali nazionali U16 con l'Athena Roma: ero agli inizi, giocavo da poco e quindi ho vissuto tutto a mille.... è un ricordo che porterò sempre nel cuore. La vittoria del campionato in serie A2 con Empoli è arrivata in fase più matura, l'ho vissuta a pieno, ed è stata una botta di adrenalina pura". Entriamo ancor più nel dettaglio e conosciamo meglio Greta Brunelli: "Dicono sia un po' svogliata in difesa ma giuro che non è così; a volte mi scaldo se mi dicono le cose ma se non me le dicono entro in paranoia. Non voglio mai perdere anche nelle partitelle, e mi arrabbio se succede.... amo divertirmi in campo e cerco di far divertire gli altri. Sono quasi sempre sorridente anche se, come tutti, ho le mie giornate storte. Mi piace mangiare e anche cucinare, non riesco a stare troppo tempo lontana dal mare, mi piacerebbe sapere l'inglese (anche se lo odio, mi piacciono gli zaini di ogni tipo, mi piace ascoltare tanta musica, a volte dipingo, faccio l'orto se poi i miei genitori annaffiano. Amo la mia famiglia, compresi cane e gatto. Non faccio complimenti. Mi piace andare in cerca di posti nuovi, sponsorizzo il mio paese perchè si mangia bene e ci sono tutti i miei amici". Veniamo a Faenza, la nuova esperienza che Greta Brunelli si appresterà a vivere da protagista: "È stata una scelta ragionata ma anche istintiva. Mi ha colto in modo piacevole il loro interesse, mai scontato in questo ambiente. Mi hanno convinta come si sono presentati: umili lavoratori e felici; credo sia il posto giusto per fare un buon lavoro e realizzare il nostro progetto. Ed io dovrò far valere i miei quasi 30 anni perchè, dopo Ballardini, credo di essere la più grande". La conclusione è davvero molto significativa: "Il mio motto è vivi e lascia vivere, ma non credo sia idoneo in questo contesto.... quindi, metto i tacchi e ballo. Vinciamo e facciamo casino". 

 

Foto realizzata da Gianni Nucci

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