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TIZIANA VIDA SI RACCONTA.

September 12, 2019

 

 

"Per me la pallacanestro rappresenta molto più di un semplice sport: è la mia più grande passione, la mia valvola di sfogo". Tiziana Vida inizia così a parlarci di lei e del suo immenso amore per la palla a spicchi: "Passione nata un po' per caso. Finivo di andare a scuola alle 16:30 e, per motivi logistici, mia mamma non riusciva a venirmi a prendere in tempo. Il doposcuola organizzava alcune attività sportive, tra cui il basket. È bastata una sola volta perchè scattasse la scintilla e da quel momento non ho più smesso". Classe 1992, centro, in forza a Pontevico (Brescia).... Tiziana entra più nel dettaglio: "Mio zio, Giuseppe Motta, ha giocato in serie A per parecchi anni proprio a Brescia alla Pinti Inox. Tornando a me, da quando ho iniziato a giocare - all'età di 6 anni - la pallacanestro mi ha insegnato tante cose: il rispetto, la perseveranza, la voglia di divertirsi e di non mollare MAI, ma soprattutto l'importanza di essere un gruppo. Essere una squadra significa imparare a mettere il "noi" prima dell'io, saper valorizzare chi abbiamo al nostro fianco e condividere insieme momenti ed emozioni che da soli probabilmente non avrebbero lo stesso significato. Grazie a questo meraviglioso sport ho conosciuto tantissime persone, alcune delle quali sono diventate le mie migliori amiche, la mia seconda famiglia. Ognuna di loro mi ha trasmesso qualcosa che, in un modo o nell'altro, mi ha fatto crescere non solo come giocatrice ma soprattutto come persona". "La pallacanestro è emozione", prosegue la cestista, "può essere amore e un secondo dopo odio. Può essere gioia, pianti, tristezza, sacrifici o euforia". Questa ragazza non difetta certo in valori, sia in campo che fuori dal parquet: "Mi considero una giocatrice determinata che cerca sempre di dare il massimo per la squadra. Sono piuttosto timida, soprattutto all'inizio quando non conosco bene chi ho davanti.... ma quando trovo le persone giuste, mi trasformo. Sono parecchio testarda e non sto mai zitta, specialmente quando gioco. Tecnicamente ci sono aspetti su cui dovrei e vorrei migliorare, in primis la difesa. Mi piacciono le lingue e viaggiare; mi sono laureata in Lingue Straniere (inglese e spagnolo) all'Università Cattolica di Brescia. Durante il mio percorso universitario ho vissuto a Madrid per 5 mesi e dopo la Laurea Magistrale, sempre alla Cattolica, ho deciso di iniziare una nuova avventura. Decisione che, purtroppo, non includeva la pallacanestro. Chi mi conosce sa quanto sia stato difficile per me, ma dopo una stagione non facile - sia dal punto di vista fisico che mentale - ho deciso che avevo bisogno di staccare, di prendermi una pausa. Ad agosto del 2017 sono partita come ragazza alla pari con un biglietto di sola andata in mano e tanti sogni da realizzare: destinazione STATI UNITI. Due anni che mi hanno fatto crescere come persona e mi hanno fatto vedere le cose da una prospettiva completamente diversa. Nonostante sia stata lontana da casa per due anni, la passione per la pallacanestro non è mai sparita, anzi è come se non fossi mai partita. L'unica differenza è che adesso, più che mai, ho tanta voglia di ricominciare e mettermi in gioco". Progetti futuri? "Mi piacerebbe viaggiare per il mondo e magari un giorno vivere negli Stati Uniti". Il motto rispecchia tutta la sua grandezza: "Barcollo ma non mollo".  Enrico Ferranti. Foto realizzata da Eros Vida.

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