CAMILLA VESCOVI SI RACCONTA.


"SENZA FRETTA MA SENZA TREGUA, step by step without losing control". Partiamo dal "suo" motto per chiacchierare con Camilla Vescovi, una talentuosa cestista - classe 2000 - che ha la palla a spicchi nel DNA: "Attualmente gioco a Gavirate in serie C, ma ho sempre fatto le giovanili nella Pallacanestro Varese Femminile", le sue parole", i miei ruoli sono 3-4-5, dipende dalle necessità della squadra". Il basket nel DNA, dunque: "La mia passione" - incalza Camilla - "è nata grazie a mio papà, essendo un grande ex giocatore della Pallacanestro Varese ed attualmente allenatore di serie B nella Robur et Fides. Ci è voluto un po' di tempo per capire che questo sarebbe stato il mio sport.... pensare che 5 anni fa ho "divorziato" con la pallacanestro, tradendola con la pallavolo. Tradimento che è durato solo qualche mese, giusto il tempo per capire che non era proprio il mio ambiente: mi mancava quell'aggressività che non si trova facilmente in un altro sport, mi mancava voler dimostrare e guadagnare minuti partita dopo partita, migliorare con e per la squadra in allenamento.... e poi diciamocelo, non tutti gli sport trasmettono emozioni". Camilla Vescovi è un esempio, un punto di riferimento a 360^gradi: "Mi piace definirmi una giocatrice "tutto fare"; tu mi dici cosa devo fare, ed io lo faccio..... anzi, ci provo. Un mio difetto in campo? Senza ombra di dubbio gli schemi! Mi piace giocare d'istinto senza pensare al movimento da fare dopo, consapevole del fatto che questo mio atteggiamento faccia inalberare molto facilmente gli allenatori (ve lo dico per esperienza personale). Un mio pregio? È lo stesso mio difetto: cercare soluzioni non programmate, fare quel passaggio particolare che nessuno si aspetta (compagne di squadra incluse), essere creative nella vita e così nella pallacanestro". Ma non è tutto: "Caratterialmente parlando, nella quotidianità sono tanto testarda e determinata, riesco a cambiare umore nel giro di pochi minuti, molto poco ordinata (me lo dice sempre anche mia mamma), altruista e curiosa (specializzata nei gossip). Nella vita seguo 3 valori che per me sono indispensabili, ovvero la FAMIGLIA: senza non sarei la ragazza che sono ora; l'AMBIZIONE: voglio sempre arrivare a fine giornata e dire "ok sono sempre più vicina al raggiungimento del mio grande sogno"; la SPENSIERATEZZA: preferisco non pensare troppo alle cose negative, ma godere delle gioie che la vita regala, trascorrendo la maggior parte delle giornate ridendo e cercando di far sorridere anche chi mi sta intorno". La cestista ci racconta un aneddoto molto significativo: "I miei amici mi chiamano CLM che significa Camillina La Meina. La nascita di questo soprannome risale al lontano 2013 quando a Varese in serie A era nel roster Nicola Mei, giocatore che in poche settimane divenne il mio più grande idolo e - soprattutto - persona da stimare per i suoi modi di fare, quando iniziò a chiamarmi "Camillina" ogni volta che andavo a vedere gli allenamenti. Da lì non ho più smesso di tifarlo e seguirlo anche nelle squadre più lontane (stagione 2018-19 a Capo d'Orlando in A2). La conclusione è davvero molto significativa, a testimonianza di quanto questa ragazza sia una "numero 1" (come il suo numero di maglia): "Sono all'inizio del mio secondo anno universitario del corso Lettere e Filosofia (linguaggio dei media). Studio per il mio futuro, non per volontà di mamma (lo giuro non mi hanno pagata per dirlo). Nel futuro di cui parlo, mi piacerebbe riuscire a far combaciare curiosità e pallacanestro, non so ancora come..... al momento mi limito ad intervistare e presentare diverse società sportive grazie all'agenzia di comunicazione con la quale collaboro, Adr Comunicazione".  Enrico Ferranti.

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